Il lavoro è un diritto
Elena è di Genova e ha 27 anni. Dopo la laurea magistrale, si sentiva pronta per trovare la sua strada: anni di studio e di sacrifici potevano finalmente essere ripagati con un lavoro grazie a cui trovare la propria realizzazione.
Ma la realtà che Elena ha trovato è stata diversa. Disarmante, a tratti. Ha iniziato con un tirocinio formativo in una società di consulenza e comunicazione: 40 ore a settimana per 500 euro al mese. Metà di quei soldi provenivano dall’INPS, ma arrivavano in ritardo, così per mesi ha vissuto con appena 250 euro.
Quando finalmente le è stato accreditato il saldo, la cifra era più bassa del previsto perché la chiusura estiva dell’azienda era stata conteggiata come assenza ingiustificata.
Elena si sente intrappolata in un sistema che anziché valorizzare le sue competenze, la sfrutta: lavora a tempo pieno, con responsabilità da dipendente, ma senza alcuna tutela o dignità retributiva.
Partecipando alle attività del progetto Yes! Youth empowered against Shrinkage finanziato da The Care, Elena ha scoperto che altri ragazzi e ragazze come lei stavano lottando contro il lavoro precario.
“Il lavoro dovrebbe essere fonte di crescita e realizzazione, non di frustrazione”, dice Elena, “Partecipare al percorso mi ha fatta sentire meno sola. Mi ha permesso di riflettere, di sentire che possiamo farci forza e provare insieme a cambiare le cose.”
L’obiettivo del progetto è proprio questo: garantire a tutte e tutti, soprattutto a chi è più vulnerabile, il diritto a un lavoro di qualità, sicuro, dignitoso. Perché non c’è futuro senza giustizia, e non c’è giustizia senza un lavoro che ti permetta di vivere, non solo di sopravvivere.
Photocredit: Camilla Miliani