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Anna e Rabii hanno 42 anni e vivono a Milano. Sono i co-fondatori del collettivo artistico Corps Citoyen e del centro d’arte partecipata Milano Mediterranea, che unisce ricerca, teatro e impegno sociale. 

Insieme, per il progetto The Care, hanno ideato Riders!, un percorso artistico e politico nato per dare voce a chi ogni giorno attraversa la città su due ruote, invisibile ma essenziale. “A Milano vediamo riders ovunque” – racconta Anna – “Ma è come se non li vedessimo davvero. Sono parte del modello produttivo della città, ma spesso lo subiscono, più che costruirlo”. 

Attraverso una performance urbana in bicicletta, una sorta di critical mass artistica, Riders! ha portato in scena le voci e le esperienze di chi lavora nel food delivery, rendendo visibili storie troppo spesso ignorate.  

“Abbiamo scelto le arti performative come strumento principale” – prosegue Anna –  “perché permettono di raccontare la città e il lavoro attraverso l’esperienza personale, a partire dal corpo, dalla strada, dalla fatica”. 

Parallelamente alla performance, il progetto ha attivato percorsi di empowerment per i riders, momenti formazione su diritti, sicurezza e tutele, e un lavoro di advocacy presso le istituzioni per chiedere misure concrete a tutela dei lavoratori della gig economy. 

“Abbiamo coinvolto in totale venti riders nel percorso” – racconta Rabii – “Di cui cinque hanno partecipato alla parte performativa. Durante il periodo di preparazione della performance anche io ho lavorato in strada con i ciclofattorini: ho voluto provare il lavoro in prima persona per capire meglio il sistema, perché non volevo parlarne da fuori”. 

L’evento finale di restituzione del progetto si svolgerà il 17 ottobre nel quadro del Festival Twiza, promosso da Milano Mediterranea e vedrà la partecipazione di alcuni dei riders coinvolti nell’ambito del progetto. 

Quella di Riders! è una denuncia, ma anche una proposta: guardare alla città con occhi nuovi, dalla prospettiva di chi pedala, aspetta, corre e spesso viene dimenticato. 

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Photocredit: Camilla Miliani